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Adele Vincenti

Adele Vincenti

Scrivo dall’età adolescenziale,
realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici,
stati d’animo, sentimenti e fantasia,
son la mia arte liberatoria.
Scrivere non è selezionare parole, è
dar voce all’anima e al cuore.
Il poeta coglie l’invisibile.
Capta, all’attimo fuggente,
pennellate di ... (continua)


La sua poesia preferita:
"Spiritualità"
S’espande un suono dalle alte cime,
un’ode armoniosa da far vibrare il cuore,
placida unione corpo e pensiero ad elevazione spirituale...
Distillate voci ad unisono innalzano bonarie mete,
non una melodia, non due, ma mille ad oltreppassar l’estasi...  leggi...

Nell'albo d'oro:
E se
e se... d’amor perdona, amor perdura e
perdonando nell’amor annega,
E se ...cotanta vita non bastasse,
volgerei lo sguardo al mondo intero...
Amor d’anima fiorita,
immensa e distesa prateria,
montagne verdi e maestosità di valli.
Amazzone ad...  leggi...

Amami ora
Amami ora, sole e luna
illuminano l’orizzonte,
il cielo pullula d’uccelli in volo.
Amami fra le fronde degli agrifogli,
su colline fiorite e monti a gridar il mio nome.
Amami non attender altro giorno, effimero è il tempo.
Amami dall’alba, al...  leggi...

Chissà cosa Pensi?
Chissà cosa pensi?
Aggroviglio di matassa i pensieri,
striscianti vipere avvelenate,
stanca bruma e nuvole a scendere dal cielo.
Passato ad appartenere al tempo,
giochi di memoria in placido sentire.
Chissà cosa pensi?
Sul viso fantasmi a divenire...  leggi...

Fragile Amore
Questo amore fragile indifeso
sottrae al tempo ogni pensiero
e dolorante vaga.

Disperde il suo nettare
si nutre del suo dolore,
brucia di sensazioni che cadono nel vuoto.

Questo amore incerto, insicuro, evanescente,
offuscato dal suo mistero...  leggi...

Dalla Finestra
Dalla finestra
sprazzi di fumo a vagar nel cielo
stormi d'uccelli a dipinger di nero,
in lontananza fugge la memoria,
s'avvia sul colle ad osservar la scena,
luci accecanti a nasconder la visione.
Dalla finestra il tempo vola,
sparpaglia essenze...  leggi...

Papa Francesco
"PAPA FRANCESCO"

All'inbrunir della sera fumo bianco e
colomba ad annunciar pace, esulta il mondo.
Bianca...  leggi...

Vecchio anno
Ombre sbiadite, fuochi spenti,
immagini sfocate, piccole fatiche,
dolori, gioie, ore passate.
Scatola da chiudere nel granaio dei ricordi
dove la voce tace,
spegnerò le stelle per farti riposare.
Il mondo scriverà titoli,
follie,...  leggi...

Riflessioni
Dove il vento scompiglia le cime dei vecchi cipressi,
il tempo inosservato delinea cupi silenzi.

Di solitudine veste la paura per adagiarsi
fra le mura di questo cimitero.

Il vento spezza le ali e tace,
acre è l'odore che emana...  leggi...

Carezze al cuore
Fiocchi d’organza,
tenui colori e brividi di sole.
Argentea luce sulle onde,
spuma schizzata sulla riva.
Avvolgenti e...  leggi...

Gemma di Luce
Bagliori imperversano, investono,
si fanno baciare.
Nasce il giorno, mette la veste,
tinge di rosso il suo volto.
Allunga la mano, avvolge i miei fianchi,
accarezza, baciando
il mio corpo colorandomi la veste di rosso.
Sboccia la luce,...  leggi...

Adele Vincenti

Adele Vincenti
 Le sue poesie

La sua poesia preferita:
 
"Spiritualità" (23/10/2018)

La prima poesia pubblicata:
 
Gemma di Luce (25/01/2011)

L'ultima poesia pubblicata:
 
" Sull’arenile" (01/06/2020)

Adele Vincenti vi consiglia:
 " Ai Confini Dell'Anima" (11/04/2016)
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 " Un Cuore Per Il Mondo! (13/03/2018)
 "Naufrago per caso..." (20/02/2016)

La poesia più letta:
 
Gemma di Luce (25/01/2011, 5984 letture)

Adele Vincenti ha 10 poesie nell'Albo d'oro.

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Questo racconto è inserito in:

" La paura di Iris"

Fantasy

La sera veste di scuro ed ogni uomo o animale rincasa nelle loro tane o abitazioni ad attendere la notte che doni riposo al corpo. Iris è una splendida bambina, una vera donnina di casa oltre studiare aiutava la mamma nelle faccende domestiche. La mamma di Iris divenuta vedova molto presto aveva cresciuto la sua bambina con amore e dedizione e la bimba era tutto il suo orgoglio e tutto il suo amore. Iris cresceva fra boschi e prati, abitava con la mamma fuori paese in un bel pezzo di terreno con tanto di giardino ed alberi di frutta, era in quel posto che i suoi genitori avevano costruito una casetta era una vallata che affiancava il paese.

Iris per andare a scuola doveva percorrere un tratto di strada che inoltrava nel bosco ed a tratti il bosco faceva folto e cupo e c’ era un punto dove le fronde oscuravano la luce e diveniva tremendamente pauroso, era lì, proprio lì, che ad Iris incuteva tanta paura era quel tratto di strada e incominciava a correre, il fiato si faceva pesante e le mancavano le forze, ma impaurita correva come volesse fuggire alla paura stessa, una strana sensazione le cresceva fin ad andare ad interferire con il suo comportamento che non riusciva a dominare e fin quasi essere convinta che fra i cespugli irti e spinosi si nascondesse qualcuno e la guardasse e con fantasia immaginava il peggio, un grosso lupo con grandi fauci per mangiarla, un mostro mitologico, oppure una strega cattiva che le facesse l’ incantesimo, insomma non si sentiva tranquilla in quel determinato punto della strada, ma a volte riflettendo si rimproverava dicendosi; " Forse sarà un idea mia?". Iris lo raccontò alla mamma e la mamma premurosa cercò di rassicurarla dicendole di non aver paura era tutta colpa di quel maledetto buio a crearle quell’ angosciante paura..

Iris avrebbe voluto credere alla mamma, ma non era del tutto convinta ed ogni mattina andando a scuola nel percorrere quel tratto di strada, la paura si presentava puntuale come al solito, ed il suo visino di bimba lo dimostrava, il viso si faceva pallido come di cera e ad occhi sbarrati fissava un punto statico da sembrarle tutto estraneo come se non lo riconoscesse quel luogo, eppure era lo stesso luogo che percorreva ogni giorno con la cartella a tracollo.

Il cuore le batteva all’ impazzata era una sensazione da farla star male ma dopo aver oltrepassato quel tratto di strada, la luce s’ espandeva fragorosa e lei si sentiva in salvo da ogni pericolo ed ogni bruttezza tornana il buon umore e tornava a camminare saltellando allegramente le appariva tutto tranquillo e meraviglioso. Ripensando alla paura che pochi minuti prima l’ avevano inghiottita ora le appariva assurdo ciò che le era successo, la brutta sensazione di quella mostruosa paura si allontanava come non le fosse mai appartenuta.

I giorni passavano ed Iris percorreva ogni mattina il suo sentiero e ne conosceva ogni dosso,ogni discesa ed ogni roccia che costeggiava la strada, aveva imparato a riconoscere anche i steli erbosi e gli stessi insetti che ronzavano sull’ erba per poi andare ad infastidire anche lei.

Era una mattina come tante ed Iris si alzò come al solito per andare a scuola e come ogni mattina sbirciò dalla finestra, il tempo non prometteva nulla di buono, era cupo ed uggioso come vestito a lutto era una bomba prossima ad esplodere. Era uno di quei giorni che in meteorologia si erano chiamati di bassa pressione, piovigginosi, tetri ed infondevano anche agli umani sensazioni angoscianti per andar ad interferire anche sugli animali. Iris quella mattina quel tempo non le piaceva affatto ed un pensiero le martellava le tempie era la paura che si presentava molto più grande delle altre mattine, aveva i brividi sulla schiena come avesse la febbre, pensando che avrebbe dovuto attraversare quel tratto di strada." Mannaggia pensò fra sè," e quasi come volesse piangere si sentiva affranta ma per vergogna restò zitta, voglio essere grande e non vorrei che la mamma si preoccupasse per me. Iris s avvio lentamente con la cartella sulle spalle e un impermeabile rosso che la mamma le aveva comprato per quando pioveva e le brutte giornate e quella mattina pioveva a dirotto e la pioggia era accompagnata da un forte temporale da incutere paura, tuoni e fulmini la seguivano e siccome la mamma le suggerì quando ci sono i temporali non devi sostare sotto gli alberi, perché gli alberi sono soggetti a scariche di fulmini devi camminare più veloce che puoi. Quella era davvero una mattina da camminare veloce ..Iris camminò con velocità e non guardava la strada aveva un nodo alla gola e si sentiva soffocare era quasi convinta che quella paura non riusciva a contenerla tutta. Era divenuta fredda al punto che si sentiva un pezzo di marmo stava vicina al quel tratto di strada e tanti brividi le percorrevano la pelle, un freddo trine che non riusciva a debellare era la paura, ormai l’ aveva posseduta.

Quel tratto di strada era buio più del solito ed il cielo minaccioso e nero e non si intravedeva nemmeno un spiraglio di luce. Iris era angosciata e ad un tratto si bloccò non riusciva a muoversi ebbe la sensazione di essere paralizzata era la paura. Scattò con determinazione sforzandosi a trovare un pò di coraggio e si voltò guardandosi dietro le spalle e con terrore le apparve di fronte agli occhi un’ altissima bestia che non sapeva ne definirla ne descriverla aveva la somiglianza di un enorme lupo con le fauci aperte in segno di aggressione e le correva appresso era dietro di lei come stesse quasi per agguantarla e mangiarla tutta intera, emetteva gridi di rabbia ed ululava con bramosia come un lupo affamato. Iris era pietrificata non riusciva a correre, il suo sangue era tutto in fermento, si sentiva svenire. Con sforzo e voglia di fuggire da lì, riprese a correre e il brutto lupo sparì dalla sua visuale, oh non le sembrò vero che proprio a lei accadesse questa orribile situazione.

Correva e correva Iris quando un fulmine con grande potenza di luce illumina la strada e vide tante ombre oscure e rami che pendolavano nel vuoto ed il vento li sbatteva sui tronchi e fra rami il vento furioso creava un spaventoso fruscio da sembrare tante anime in cerca di aiuto, mentre il vento continuava a fischiare attorcigliando tutto quel che incontrava facendo cataste di foglie, rami, era una bufera di enorme dimensioni. Aveva terrore di voltarsi indietro e se quel lupo fosse ancora lì e la stesse seguendo, si fece coraggi, ma per fortuna il grosso lupo era sparito, volatilizzato e il sentiero era tornato vuoto. Iris tirò un sospiro di sollievo e riprese a correre ormai era distante da quel buio e la paura incominciò a placarsi come un mare in tempesta che placandosi diviene una tavolozza azzurra.. Iris andò a scuola ma la giornata fu angosciante per la paura avuta, ma Non disse niente agli amici di classe, tacque anche se raccontarlo l’ avrebbe fatta sentire meglio. Iris dopo la scuola dovette di nuovo passare in quel punto cruciale dove la paura fece da padrona ma il temporale stava diradandosi all’ orizzonte e lei s’ avviò consapevole e ragionevole di non volersi mai più farsi condizionare dalla paura e ripercorse la strada di casa anche se con timore. Una volta a casa Iris raccontò tutto alla mamma e la mamma comprese che Iris avava il terrore, la paura la stava suggestionando e che ad Iris l’ accaduto le sembrò reale.

La mamma decise di affrontare un discorso con Iris e cercò le parole giuste per persuaderla e le disse;" Vedi Iris la suggestione a volte fa brutti scherzi e quel che ti è sembrato vero non è che la paura che ti ha creato la suggestione e paura e suggestione unite insieme donano delle fantasie più impropabile e anche inverosimili, ti porgono davanti a situazioni cose non reali ..

"Iris amore della mamma quello che tu pensi di aver visto non erano che ombre smosse dal vento e si muovevano anche su di te ed il vento scuotendole velocemente creava forme di animali oppure a volte può crearle anche umane e poi i rami degli alberi sfregandosi uno con l’ altro e creavano l’ ululato del lupo, ma di ciò che hai visto nulla era reale, era solamente un orrendo temporale! "La mamma fra se pensò dovrò farle coraggio e sostenerla le dovrò star vicina in modo che lei pian piano esca da questa infondata paura, dovrò persuaderla che è solamente frutto della sua fantasia!"

La mamma di Iris parlò a lungo alla sua bambina e non fu facile persuaderla dall’ accaduto e la mamma non capì mai se Iris credette a quelle buone supposizioni da lei date. La mamma come tante mamme con amore e pazienza si prese cura di Iris anche se qualche volta alla figlia la paura nuovamente si presentò, ma Iris alla mamma non le disse mai niente e la mamma nulla le chiese alla figlia, sarebbe stato come alimentarle la paura. Iris crebbe e quando passava di lì ripensava a quel fatidico giorno e sorrideva di quella bambina impaurita che credette di vedere un lupo che volesse mangiarla. Ora era divenuta una signorinetta e sapeva meglio gestirla la paura e anche affrontarla. Iris ogni tanto pensava come è brutta la paura ti fa credere ciò che non esiste, ti fa diventare ciò che non sei, la paura e la suggestione son sorelle e giocano fra loro ricamando fantasiosi tessuti per coprirti gli occhi e ti fanno immaginare, l’ immaginabile e l’ inconscio fa il resto è lui che comanda ti fa vedere quello che più temi. Passò il tempo ed Iris crebbe divenne una bella signorina e dovette passare di lì tantissime volte ma non avendo più paura in quel pezzo di strada che costeggiava il folto bosco, le appariva nitido e meraviglioso cogliendone ogni reale considerazione e quel tratto di strada dove conobbe la paura si accorse di quanta meraviglia avesse era un splendido tratto di strada e in quell’ ombre che regnavano in quella strada ora le parlavano d’ amore. Le ombre avevano dei riflessi ondeggianti come cerchi di varie misure ad illuminare la vegetazione erano di una tale beltà che lei ne restava incantata, vedeva crescere le felci e tanti biancospini che si intrecciavano con cespugli di bacche e rovi, a tratti vi crescavano anche i gigli color azzurro e profumano l’ aria di fresco..riflettendoci ogni tanto pensava alla sua paura che le rubò tutta la bellezza di quel posto così magico di colori e profumi e fu così che la grande paura le tolse la vera identità a quella bella visuale che si distorse dalla realtà e davvero lì vigeva tanta bellezza che or con entusiasmo ne godeva e spesso vi sostava ad esplorarlo osservandone la vegetazione che giorno dopo giorno cresceva con lei!...




Adele Vincenti 12/02/2020 20:51 175

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.

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Nota dell'autore:
«La paura distorce ogni realtà, specialmente quando si è bambini,
tutti abbiamo avuto delle paure che ci hanno condizionato l’infanzia e l’adolescenza perché sono i periodi ove la paur è più accentuata!
(ogni diritto è riservato come per legge all’autore)
Adele Vincenti @
9 febbraio 2020
»

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